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Parco Arciducale Arboreto - Un Parco Nobile per la Città di Arco - Vista Panoramica - 2 scatti - Trento - Trentino Alto Adige

Il parco arciducale è un arboreto storico aperto al pubblico, paradigmatico della storia, del clima e della vocazione alla natura della Città di Arco. Ti trovi in un Arboreto, un luogo dove le piante sono le protagoniste. L’Arboreto di Arco è una porzione del parco che circondava la residenza dell’Arciduca Alberto d’Asburgo, costruita nel 1872, nel periodo in cui Arco divenne luogo di soggiorno invernale della nobiltà austriaca. Esplorando questo antico parco incontrerai alberi e arbusti provenienti dal Mediterraneo, dal Nord America, dal Sud-Est Asiatico, dall’Australia, Nuova Zelanda e Isole Canarie. Sono piante sempreverdi, tipiche dei climi caldi, dalle fioriture vistose e profumate. L’Arboreto conserva ancora alcuni esemplari messi a dimora ai tempi dell’Arciduca, come i maestosi lecci e le grandi conifere, tra cui il cipresso di Lawson e l’enorme sequoia sempreverde.  

Ronchi di Ala - 5 foto - Trento - Trentino Alto Adige

Parcheggiata la macchina nell’abitato di Ronchi e lasciato il paese alle nostre spalle, ci si incammina lungo la strada asfaltata sino a raggiungere e superare le due contrade di Mas e Ponzolotti. Qui una strada sterrata, detta della “Stella”, devia sulla nostra destra per entrare presto nel bosco, dove si prosegue in leggera discesa, sempre accompagnati dall’eco dello scorrere del torrente Ala, che risale dal fondovalle. Quando la strada comincia a scendere in modo deciso (prima della località Acque Nere), si imbocca il sentiero che sale sulla nostra sinistra. Comincia quindi un tratto in ripida salita nel bosco, che ad un certo punto si apre per lasciar posto ad una radura. In breve si raggiunge la contrada Schincheri, superata la quale, dopo circa 500 metri, sulla nostra destra, parte la strada che ci condurrà alle contrade Eccheli e Michei. Si ritorna a Ponzolotti seguendo la strada asfaltata.
Lungo il percorso si possono ammirare diversi tipi di piante, come il larice, il pino silvestre, il ginepro, il sorbo montano, il tasso, l’acero di monte, il rododendro, il faggio, l’agrifoglio, il carpino nero, il pino mugo, il pino nero, il pioppo tremulo e la betulla. Molte le sorgenti e i corsi d’acqua lungo il percorso: tra queste, subito dopo il Maso Eccheli, la sorgente denominata dei “Motori”, nome datole durante la Prima Guerra Mondiale, quando l’acqua da qui veniva pompata sulla cima della montagna sovrastante, su cui erano appostate le truppe austro-ungariche. Da questa località parte uno dei sentieri che porta sulle cime delle Piccole Dolomiti.