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Jesolo - Città del Natale - 5 scatti - Venezia - Veneto

Un Natale ancora più magico, con tanti eventi da vivere insieme: il suggestivo Jesolo Sand Nativity, l’affascinante Presepe di Ghiaccio, il Villaggio di Natale con le sue casette di legno, la pista di pattinaggio e tante delizie da gustare, la novità di quest’anno — Jesolo Polar Village — e, naturalmente, la grande festa di Capodanno, per accogliere il 2026 tra musica, luci e fuochi d’artificio. E la magia non finisce qui: anche nel 2026 Jesolo continua a festeggiare con spettacoli nelle piazze e con la tradizionale Pan e Vin dell’Epifania, che chiude in allegria le feste natalizie. https://www.youtube.com/watch?v=y7CWzmQ2DgU&t= https://www.youtube.com/shorts/z6wbeaPCR8Q  

Santuario Madonna del Buso – 10 foto - Gallio (Vicenza)

Santuario Madonna del Buso dopo la tempesta di fine ottobre 2018.

Uscendo dal centro di Gallio, verso la frazione Stoccareddo, proprio là dove il fondo valle si restringe in una strozzatura che, allargandosi poi, continua in direzione di Valstagna, tra due alte pareti di roccia è possibile scorgere, quasi addossato alla montagna, il Santuario della Madonna del Buso, o Santuario della Beata Vergine del Caravaggio. La chiesetta si trova in un’angusta valle, in un luogo ricco di fascino e di mistero, che invita al raccoglimento.
Il modesto tempio, dedicato alla Madonna, appare come un umile fiore in mezzo a una cornice naturale ricca di verde, ma selvaggia: un invito a sostare e ad elevare lo spirito.
Qui nel 1829, in un giorno di primavera, approdò un eremita appartenente al Terz’ordine di S. Francesco: Fra Battista di Casera d’Agordo. Quest’ultimo, di ritorno da uno dei suoi pellegrinaggi, in una sera di tempesta, rimase bloccato in località Buso, al riparo di qualche pianta.
La mattina decise che lì, su quell’orrida gola, occorreva gettare un ponte che congiungesse le due rive. Inoltre, occorreva edificare una chiesina, punto di sosta per i viandanti e soprattutto luogo di culto della Madonna. Infine, era necessario costruire un minuscolo eremitaggio, dove egli stesso avrebbe trascorso il resto dei suoi giorni da eremita. Quello che sembrò l’ingenuo sogno di un uomo ricco soltanto di fede e di devozione a Maria, nel giro di quattro anni divenne realtà: ponte, chiesetta, eremitaggio furono costruiti, e successivamente venne innalzato anche un campanile. Durante la Grande Guerra, nemmeno il Santuario della Madonna del Buso fu risparmiato. Occorrerà attendere la fine degli anni Venti per vederlo ricostruito nella forma attuale.










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