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Parco Arciducale Arboreto - Un Parco Nobile per la Città di Arco - Vista Panoramica - 2 scatti - Trento - Trentino Alto Adige

Il parco arciducale è un arboreto storico aperto al pubblico, paradigmatico della storia, del clima e della vocazione alla natura della Città di Arco. Ti trovi in un Arboreto, un luogo dove le piante sono le protagoniste. L’Arboreto di Arco è una porzione del parco che circondava la residenza dell’Arciduca Alberto d’Asburgo, costruita nel 1872, nel periodo in cui Arco divenne luogo di soggiorno invernale della nobiltà austriaca. Esplorando questo antico parco incontrerai alberi e arbusti provenienti dal Mediterraneo, dal Nord America, dal Sud-Est Asiatico, dall’Australia, Nuova Zelanda e Isole Canarie. Sono piante sempreverdi, tipiche dei climi caldi, dalle fioriture vistose e profumate. L’Arboreto conserva ancora alcuni esemplari messi a dimora ai tempi dell’Arciduca, come i maestosi lecci e le grandi conifere, tra cui il cipresso di Lawson e l’enorme sequoia sempreverde.  

Parco Querini - 9 scatti - Vicenza - Veneto

La sua sistemazione a giardino fu operata dai conti Capra agli inizi del XIX secolo come arricchimento paesaggistico del loro palazzo in contrà S. Marco da poco ristrutturato: una intima fusione tra attività produttiva, con le caratteristiche e preziose coltivazioni di gelsi, e luogo di diletto, rifugio di pace e serenità, dimora a questo punto permanente del  proprietario.
Il parco si incardina su di un lungo viale rettilineo, fiancheggiato da statue, che dal palazzo Capra conduce al tempietto circolare con dodici colonne ioniche, elevato su di una piccola collina artificiale che nasconde una ghiacciaia, circondato da un anello d'acqua, la peschiera. Lo completano grandi prati, una carpinata, gruppi di alberi secolari e un boschetto cresciuto spontaneo sulle macerie dell'ultima guerra mondiale.
Nel lato orientale sono ancora presenti, anche se ruderali, le antiche "cedrare". E' delimitato a nord e ad ovest dal fiume Astichello che alimenta la peschiera e nei lati est e sud dalla città con i suoi campanili, le sue cupole e i suoi colli.
Divenuto per gran parte proprietà comunale (mq 103.000) alla fine degli anni '60 attraverso un intervento di esproprio per la situazione di grave abbandono in cui versava, nel 1971 fu aperto al pubblico dopo alcuni lavori di straordinaria manutenzione e di restauro dell'apparato scultoreo ad opera del Ministero ai BBCC.
Nel 2000 è stato oggetto di un progetto di restauro generale e di un primo stralcio di lavori  di recupero e manutenzione straordinaria riguardanti la collina e la peschiera.
L'alluvione del 2010, la presenza impropria di colonie di animali, la carente manutenzione e sorveglianza, la mancanza di un programma di gestione a breve, medio e lungo termine con destinazione di fondi, hanno riportato il parco ad uno stato di grave degrado, nonostante i continui allarmi di associazioni e cittadini.
Ora è in partenza un piano di recupero delle serre e di manutenzione straordinaria della peschiera.
Il Parco Querini è un parco molto amato dai cittadini che lo frequentano giornalmente per jogging e passeggiate.
Si collega al Parco dell'Astichello a nord e al verde fluviale del Bacchiglione a sud.












 

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