Passa ai contenuti principali

In primo piano

Parco Arciducale Arboreto - Un Parco Nobile per la Città di Arco - Vista Panoramica - 2 scatti - Trento - Trentino Alto Adige

Il parco arciducale è un arboreto storico aperto al pubblico, paradigmatico della storia, del clima e della vocazione alla natura della Città di Arco. Ti trovi in un Arboreto, un luogo dove le piante sono le protagoniste. L’Arboreto di Arco è una porzione del parco che circondava la residenza dell’Arciduca Alberto d’Asburgo, costruita nel 1872, nel periodo in cui Arco divenne luogo di soggiorno invernale della nobiltà austriaca. Esplorando questo antico parco incontrerai alberi e arbusti provenienti dal Mediterraneo, dal Nord America, dal Sud-Est Asiatico, dall’Australia, Nuova Zelanda e Isole Canarie. Sono piante sempreverdi, tipiche dei climi caldi, dalle fioriture vistose e profumate. L’Arboreto conserva ancora alcuni esemplari messi a dimora ai tempi dell’Arciduca, come i maestosi lecci e le grandi conifere, tra cui il cipresso di Lawson e l’enorme sequoia sempreverde. https://www.youtube.com/watch?v=UxN06m3i0Js  

Pasta - Farfalle con panna e pancetta - 2 foto

La storia della pasta asciutta

La pasta è un’invenzione molto antica, anche se chiamarla “invenzione” è quasi pretenzioso e sarebbe sicuramente più corretto riferirsi alla stessa come un modo intelligente di sfruttare delle risorse naturali al fine della nutrizione. Preparazioni simili alla pasta risalgono al 100 a.C., secolo in cui Orazio e Cicerone consumavano abitualmente la “làgana”, composta da schiacciate di farina sottili, senza lievito e cotte in acqua (antenate delle nostre lasagne).
Le notizie storiche a riguardo sono davvero poche e si riprende a parlare di pasta più di 1000 anni dopo, quando in Sicilia, a Trabia, vicino Palermo, inizia la fabbricazione di un alimento a base di farina, filiforme, chiamato “itryah”. Successivamente, il nome comune di quella che oggi chiamiamo pasta, diventa maccheroni.” Inizialmente, questo nome veniva dato ai tipi di pasta ripiena, poi per gli gnocchetti di semola. L’etimologia di questo nome è incerta e potrebbe riferirsi al termine greco macaria (impasto di orzo e brodo) o a macar, ovvero lieto, beato. 
A Napoli, attorno al ‘600, la popolarità dei maccheroni cresce a dismisura e allo stesso modo iniziano a nascere diverse varianti di preparazione per gli stessi. Nel 1900 il termine maccheroni inizia ad essere affiancato e sostituito da pasta, pastasciutta e spaghetti.” In un Manifesto della cucina Futurista, Filippo Tommaso Marinetti chiede “l’abolizione della pastasciutta,” e viene sorpreso subito dopo a mangiarla con gusto in un ristorante.


Post più popolari