Il complesso – formato da una casa per i confratelli e per il ricovero e dalla chiesetta di San Bartolomeo – fu più volte danneggiato e saccheggiato nel corso dell’Ottocento, semidistrutto tra il 1915 e il 1918 e poi ricostruito. Ora giace in grave stato di abbandono. La facciata della chiesa è inglobata nella struttura dell’ospizio, mentre nella parete medioevale sono aperti l’ingresso e le uniche due finestre, di forma rettangolare, che illuminano l’interno. L’abside semicircolare, sormontata da un’apertura a forma di croce, riprende l’impianto romanico. L’aula, divisa in tre campate da archi a tutto sesto e voltata a crociera, s’innesta ad un stretto e basso presbiterio, dove è collocato l’unico altare della chiesa, opera di Angelo Mosconi. Sulla parete di fondo è rimasta l'ancona lignea con rilievi della Madonna e dei Santi Lorenzo e Bartolomeo, mentre il paliotto con angeli cariatidi è stato spostato in avanti a decoro del nuovo altare postconciliare. Forse già durante le devastazioni napoleoniche fu demolito l’altare marmoreo realizzato entro il 1715 da Antonio Giuseppe Sartori. Ben poco di antico rimane anche nell'ex alloggio dei viandanti, a parti alcuni ambienti che si trovano a piano terra. Sulla parete contigua alla chiesa s’innalza un campani letto di legno. L’edificio adiacente, che un tempo ospitava le stalle, è stato recuperato da pochi anni e adattato ad hotel. Al centro della stazione turistica tra il 1982 e il 1983 è sorta una nuova chiesa anch'essa dedicata a San Bartolomeo. L’interno è decorato da mosaici raffiguranti Cristo risorto, San Bartolomeo e la Madonna degli sciatori, realizzati nel 1992 dal bresciano don Mino Trombini. Sul presbiterio è appeso un Crocifisso in bronzo, opera dello scultore e medaglista veneto Ettore Calvelli. Il tabernacolo in marmo e bronzo è stato realizzato da padre Pierangelo Pagani, autore anche delle vetrate policrome con immagini ispirate a temi francescani. Sul confine tra le provincie di Trento e Bolzano sorge il Sacrario Militare a ricordo dei caduti della Grande Guerra, costituito tra il 1932 e il 1933 al posto del Monumento alla vittoria inaugurato nel 1924. La statua bronzea della Vittoria alata, con relativo basamento in marmo, posta in cima alla piattaforma proviene dal precedente monumento e fu eseguita dallo scultore bresciano Timo Bortolotti. Allo stesso artista spettano altre sculture bronzee esterne, oltre alla statua del Cristo risorto in marmo su stele nera e a quattro candelieri bronzei e una croce, datati 1937, posti all'interno.
