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Parco Arciducale Arboreto - Un Parco Nobile per la Città di Arco - Vista Panoramica - 2 scatti - Trento - Trentino Alto Adige

Il parco arciducale è un arboreto storico aperto al pubblico, paradigmatico della storia, del clima e della vocazione alla natura della Città di Arco. Ti trovi in un Arboreto, un luogo dove le piante sono le protagoniste. L’Arboreto di Arco è una porzione del parco che circondava la residenza dell’Arciduca Alberto d’Asburgo, costruita nel 1872, nel periodo in cui Arco divenne luogo di soggiorno invernale della nobiltà austriaca. Esplorando questo antico parco incontrerai alberi e arbusti provenienti dal Mediterraneo, dal Nord America, dal Sud-Est Asiatico, dall’Australia, Nuova Zelanda e Isole Canarie. Sono piante sempreverdi, tipiche dei climi caldi, dalle fioriture vistose e profumate. L’Arboreto conserva ancora alcuni esemplari messi a dimora ai tempi dell’Arciduca, come i maestosi lecci e le grandi conifere, tra cui il cipresso di Lawson e l’enorme sequoia sempreverde. https://www.youtube.com/watch?v=UxN06m3i0Js  

Fontana - 2 foto - Castel Rodengo - Bolzano - Alto Adige

Castel Rodengo (Schloss Rodenegg, o Rodeneck) è un castello medioevale che si trova tra Sciaves (Schabs) e Rio Pusteria (Mühlbach) nel comune di Rodengo in Valle Isarco. Il castello fu senza dubbi una delle più grandi e potenti roccaforti del suo tempo, e lo è rimasto anche nel corso della storia fino al giorno d'oggi. Friedrich I di Rodank fece costruire nel 1140 il maniero. I Signori di Rodank rimasero in possesso di questo castello fino alla loro estinzione verso il 1300. Dal 1491, i Conti di Wolkenstein-Rodenegg presero possesso di Castel Rodengo, e nel XVI secolo il castello fu restaurato ed ampliato dalla famiglia del noto menestrello Oswald von Wolkenstein.
Ancora oggi, i discendenti di questa famiglia sono proprietari della fortezza, una cui parte è ancora abitata, circondata da un bellissimo giardino. All'interno delle mura si trova un museo. Gran parte dei mobili esposti sono oggetti originari dell'età del tardo rinascimento. Inoltre, unici e di grande importanza sono i famosi affreschi del "Ciclo di Iwein" dell'epoca dei cavalieri di Hartmann von Aue, i quali sono stati scoperti solo nel 1972. Questi affreschi contano tra i primi esempi artistici medievali d'Europa, probabilmente creati tra il 1200 ed il 1220. Gli 11 scenari raccontano la leggenda di Iwein, uno dei cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù.
Un'altra attrazione è il cosiddetto "Lauterfresserloch" un carcere che deve il suo nome a Matthias Perger, che nel XVII secolo fu condannato al rogo per stregoneria. Lui, per la sua predilezione per minestre, che in dialetto tirolese vengono chiamate semplicemente "Lauteres" (fluido), fu chiamato "Lautfresser".


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